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SINDROME DEL TUNNEL CUBITALE E DEL CANALE DI GUYON (COMPRESSIONE NERVO ULNARE)

SINDROME DEL TUNNEL CUBITALE E DEL CANALE DI GUYON (COMPRESSIONE NERVO ULNARE) - Dr. Vanni VERONESI

La sindrome del canale cubitale è dovuta alla compressione del nervo ulnare al gomito. E' la seconda più comune neuropatia da compressione di un nervo periferico dopo la sindrome del tunnel carpale alla mano.

 

Il nervo ulnare ha un decorso sull’arto superiore non lineare, prima del gomito è alloggiato mediale e sottostante a una doccia costituita dalla giunzione del tricipite con il setto intermuscolare mediale da cui esce per correre posteriore in un canale osseo tra il condilo mediale e la troclea.

 

Nel gomito il nervo ulnare diviene molto superficiale, si immette nell’omonimo solco decorrendo posteriormente all’ epitroclea e medialmente all’olecrano per entrare poi nel tunnel cubitale. Il tunnel cubitale presenta un tetto costituito dal legamento di Osborne, ovvero un fascio fibroso teso tra il capo omerale e ulnare del flessore ulnare del carpo, e un pavimento costituito dal legamento collaterale mediale del gomito, dalla capsula articolare e dall’olecrano. Inoltre il canale è chiuso distalmente, a livello dell’uscita del nervo, dalla doppia origine del flessore ulnare del carpo. Il nervo ulnare continuando il suo decorso corre nuovamente mediale sull’avambraccio verso il polso.

 

Il canale di Guyon è il tunnel che il nervo ulnare attraversa per passare dall’avambraccio alla mano, si trova nel lato interno del polso e corre parallelo al canale carpale dal quale è separato da una parete di pochi millimetri. Come il canale carpale, il canale di Guyon ha un pavimento formato dalle ossa del polso ed un tetto costituito da un legamento. Nel canale di Guyon passa oltre al nervo ulnare anche l’arteria e la vena ulnare.

 

Nel suo decorso il nervo può venire interessato da “macro” e “micro” traumi. Certi lavori o posture, a esempio il camionista che viaggia con gomito flesso e appoggiato alla portiera del camion, ma anche i semplici movimenti ripetuti di flesso-estensione del gomito, specie in chi ha una situazione anatomica in cui il nervo fuoriesce dal canale (sublussazione), provocano traumi al nervo ulnare. Abbiamo così un canale che è anatomicamente sfavorevole per un nervo su cui si accumulano microtraumi e, occasionalmente, traumi più importanti.

 

Solitamente la sintomatologia clinica inizia con le parestesie (disturbo soggettivo della sensibilità consistente nella insorgenza di una sensazione elementare come formicolio, pizzicore, solletico ecc. in assenza di una stimolazione specifica), ma dato che queste solitamente preoccupano poco il paziente, si ha una rapida progressione verso i segni lesionali quali i deficit di forza. Questi riguardano:

la sensibilità, con ipoestesia sul 4° e 5° dito, sulla parte ulnare del palmo e del dorso della mano. Quest’ultimo dato è importante perché distingue una lesione dell’ulnare “alta”, da tunnel cubitale, da un’ulnare “bassa”, da canale di Guyon, infatti, il ramo dorsale dell’ulnare esce quattro cm sopra l'osso pisiforme e dunque non è interessato da una compressione distale.

 

Il nervo ulnare ha per la mano una funzione specifica complementare a quella del nervo mediano che ha la funzione della presa delicata.

La funzione del nervo ulnare per la mano è la presa di forza, il “power grip”.

I primi dati disfunzionali a seguito del calo di forza si manifestano quando il paziente deve fare degli sforzi come aprire un barattolo, girare una maniglia, un cacciavite etc. All'inizio questo non corrisponde ad atrofie dei muscoli della mano. Inizialmente il 5° dito non riesce più a serrarsi in adduzione agli altri e, addirittura, in seguito, si tiene staccato dal 4°. Quando il paziente mette la mano in tasca, questo dito rimane fuori. In questa situazione il trattenimento di un foglio di carta tra il 4° e 5° dito addotti è compromesso. Il deficit interessa quindi gli altri interossei e la mano comincia a trasformarsi.

 

Gli spazi interossei, e il primo in particolare (tra pollice e indice a livello della superficie dorsale) presentano "infossamenti" legati alla progressiva atrofia muscolare. Successivamente si scavano solchi a livello della parte dorsale della mano a livello del metacarpo e le ultime dita si pongono “ad artiglio”: questa postura è dovuta all'estensione delle articolazioni metacarpo falangee e flessione delle articolazioni interfalangee e può coinvolgere il mignolo, l’anulare e il medio. Se il danno progredisce sino a questo livello anche l'intervento non può più permetterne il recupero. A questi danni lesionali può associarsi dolore neuropatico.

 

13/03/2016 10:39 pm

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