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LAVORO SCIENTIFICO DEL 2013 SULLA RISONANZA MAGNETICA PRONA

LAVORO SCIENTIFICO DEL 2013 SULLA RISONANZA MAGNETICA PRONA - Dr. Vanni VERONESI

Questo è l'importante lavoro scientifico pubblicato nel 2013 su una rivista medica internazionale dai Colleghi giapponesi dell'Università di Hiroshima che, per la prima volta, descrivono una tecnica strumentale, la Risonanza Magnetica in posizione prona, che permette di identificare la posizione anomala del filum a livello intradurale lombare nei pazienti con sindrome del midollo ancorato occulto.

 

I Colleghi giapponesi hanno confrontato un gruppo di pazienti con sindrome del midollo ancorato occulto con un gruppo di persone asintomatiche. La Risonanza Magnetica in posizione prona ha evidenziato una differenza significativa nella posizione del filum terminale tra i due gruppi.

Nei pazienti con sindrome del midollo ancorato occulto il filum non si portava per gravità anteriormente con le radicelle nervose ma rimaneva in posizione posteriore (vedi pagina di questo sito con le immagini della Risonanza Magnetica nei pazienti con sindrome del midollo ancorato occulto: "MIDOLLO ANCORATO OCCULTO - RISONANZA MAGNETICA PRONA: IMMAGINI").

Nei pazienti con sindrome del midollo ancorato occulto la differente posizione tra le radicelle nervose (cauda equina) è il filum terminale viene interpretata come differenza di elasticità tra le suddette strutture. Un filum terminale poco elastico può trazionare il midollo a cui è collegato causando i disturbi che si riscontrano nella sindrome del midollo ancorato occulto.

 

Questo esame fa parte del protocollo clinico-strumentale adottato per i nostri pazienti. Questa particolare Risonanza Magnetica permette di identificare i pazienti che possono giovare del trattamento chirurgico di sezione del filum terminale. Se il filum terminale non è in tensione non può essere la causa di disturbi collegati alla trazione delle strutture nervose ad esso collegate. Allo stato attuale non vi sono altri esami strumentali che possano dare questo tipo di informazione. In questo modo si riduce il rischio di porre indicazioni chirurgiche in pazienti con sintomi che, essendo generici e non specifici, possono essere dovuti ad altre situazioni patologiche.

 

02/07/2016 10:33 am

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