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ANATOMIA DEL NERVO PERIFERICO

ANATOMIA DEL NERVO PERIFERICO - Dr. Vanni VERONESI

Il nervo è costituito da due componenti ben distinte: le fibre nervose (assoni) e le strutture di rivestimento con funzione protettiva e nutritizia.

Le fibre nervose sono estensioni periferiche dei corpi cellulari delle cellule nervose (neuroni) localizzati nel corno anteriore del midollo spinale (neuroni motori) o nel ganglio della radice dorsale (neuroni sensitivi) o nei gangli simpatici (neuroni simpatici).

La fibra nervosa dipende dal corpo della cellula nervosa per la sua sopravvivenza e funzione, ciò è permesso attraverso il sistema di trasporto bidirezionale di sostanze all’interno dell’assone stesso.

 

Un nervo è formato da fasci di fibre nervose, approssimativamente paralleli, che comprendono gli assoni e le cellule di Schwann che li avvolgono. La guaina di mielina si forma in seguito a ripetuti avvolgimenti della membrana plasmatica delle cellule di Schwann, formando così un vero e proprio rivestimento di fondamentale importanza per la propagazione dell’impulso nervoso.

 

Dove una cellula di Schwann ne incontra un’altra l’assone è “nudo” non presentando la guaina mielinica: a questo si da il nome di nodo di Ranvier che permette una conduzione di tipo saltatorio dell’impulso nervoso, che così viaggia velocemente tra un nodo e l’altro. Nelle fibre più piccole e meno mielinizzate la conduzione dell’impulso avviene lungo l’assone, in maniera più lenta.

 

Più assoni sono riuniti in funicoli. I funicoli sono uniti a costituire i fascicoli. Il nervo è costituito da un numero variabile di fascicoli. Ogni fascicolo contiene fibre nervose motorie, sensitive e simpatiche.

 

Il calibro, il numero e la disposizione dei fascicoli variano molto nei differenti nervi e in tratti diversi del decorso dei singoli nervi. Inoltre i differenti fascicoli costituenti un nervo si uniscono e si separano lungo tutto il loro intero decorso con interscambi tra fascicoli differenti, numerosi a livello prossimale e meno a livello distale del tronco nervoso.

 

Le fibre nervose sono rivestite da tre tipi di guaine.

 

L’epinervio è il rivestimento più esterno, costituito da tessuto connettivo di protezione dalle forze meccaniche esterne trasmesse al nervo; si distingue una parte più esterna circonferenziale (epinervio propriamente detto) e una parte più interna nello spazio interfascicolare. E’ presente in notevole quantità nei punti dove i nervi attraversano sedi di maggiore compressione, tale da funzionare come tessuto ammortizzatore nei confronti delle sollecitazioni esterne.

 

Il perinervio è la guaina di rivestimento dei fascicoli, formata da tessuto connettivo caratterizzato da più strati di fibre collagene (longitudinali, oblique e circolari), che le conferiscono particolare resistenza e robustezza; presenta una funzione protettiva e funzione di barriera semipermeabile, tale da favorire gli scambi molecolari interfascicolari.

 

L’endonervio è formato da tessuto connettivo lasso che circonda le fibre nervose all’interno del fascicolo, ricco di fibre collagene longitudinali; oltre ad avere funzione protettiva, svolge un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei nervi periferici in seguito a traumi.

 

Le fibre nervose hanno diverso diametro e velocità di conduzione dello stimolo nervoso. La classificazione usata e quella di Erlanger e Gasser:

 

- Fibre A.

Sono fibre mieliniche ed hanno un diametro dai 2 ai 20 micrometri e una velocità di conduzione dell’impulso nervoso di 12-120 m/s.

Le Aα (12-20 micrometri, 70-120 m/s) contengono sia fibre sensitive che motorie. Le fibre sensitive provengono da fusi neuromuscolari, organi muscolo-tendinei. Le fibre motorie sono quelle dei motoneuroni α. Sono le più veloci.

Le Aβ (5-12 micrometri, 30-70 m/s) contengono le fibre sensitive dei recettori tattili (sensibilità veloce, fine, discriminativa) e pressori.

Nella classe Aγ (3-6 micrometri, 15-30 m/s) abbiamo le fibre motrici dei fusi neuromuscolari, che innervano le fibre muscolari intrafusali. L’innervazione proviene dai motoneuroni γ.

Le Aδ (2-5 micrometri, 12-30 m/s) sono fibre sensitive e si collegano in periferia ai termocettori e ai nocicettori (dolore di tipo puntorio). Alla presenza di uno stimolo doloroso, queste fibre sono reclutate per prime e danno origine al cosiddetto “primo dolore” che identifica la parte discriminativa: compare immediatamente dopo l’applicazione dello stimolo e si mantiene per la durata dello stesso. La soglia del “primo dolore” è nota e uguale per qualsiasi individuo. Stimoli dolorosi sufficientemente intensi attivano anche le fibre C responsabili del “secondo dolore”.

 

- Fibre B.

Sono fibre mieliniche, hanno un diametro minore di 3 micrometri e una velocità di conduzione dell’impulso nervoso di 3-15 m/s.

Sono fibre del simpatico pregangliare, fibre motrici che si interrompono nei gangli. Nell’insieme, queste fibre pregangliari compongono i rami comunicanti bianchi.

 

- Fibre C.

Sono fibre amieliniche di piccolo diametro (0,3-1,2 micrometri) e bassa velocità di conduzione dello stimolo (0,5-2,3 m/s).

Sono fibre del simpatico postgangliare e fibre sensitive che trasportano il dolore di tipo urente.

Sono fibre connesse a recettori a lento adattamento.

Se lo stimolo è sufficientemente intenso, dopo l’attivazione delle Aδ (“primo dolore”), sono attivate le fibre C, responsabili del “secondo dolore”. Il secondo dolore esprime la componente affettivo-emozionale e per questo la tolleranza a questa esperienza dolorosa varia da individuo a individuo, ha una latenza maggiore e una durata che è maggiore rispetto allo stimolo.

 

22/03/2015 03:48 pm

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